rifiuti

In vacanza con i dieci comandamenti

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Durante le vacanze, quasi sempre, ognuno di noi produce molti più rifiuti del solito. Talvolta nelle spiagge che abbiamo visitato non erano presenti bidoni per dividere i vari materiali, spesso non siamo stati attenti a non far volare via sacchetti di plastica vuoti o peggio ancora se fumatori non abbiamo avuto la cura di raccogliere i mozziconi invece di spegnerli sulla spiaggia.
Ecco perchè ho trovato interessante questo decalogo compilato dal consorzio Comieco e pubblicato con il motto...

Fino all'ultima goccia

tubetto

Quando si utilizza un prodotto contenuto nei tubetti, soprattutto quelli morbidi di plastica, penso che ognuno di noi si sia reso conto di quanto sia impossibile consumare completamente il prodotto senza aprire la confezione.

E' pur vero che tenere un tubetto tagliato brutalmente risulta antipatico, anche perchè il prodotto che si vuole utilizzare secca con molta facilità.

Una mia cara amica ha messo a punto una tecnica ingegnosa per salvare contenuto e contenitore e riuscire a terminare effettivamente il prodotto:

Cartucce a salve

cartuccia

A casa abbiamo una classica stampante a getto d'inchiostro che viene usata saltuariamente. Purtroppo molto spesso la cartuccia dell'inchiostro nero, proprio per questo motivo, si esaurisce anzitempo. Da sempre ci riforniamo in uno di quei negozi che raccolgono le vecchie cartucce e le ricaricano. Ma questa volta ci siamo spinti oltre e abbiamo sperimentato un'alternativa alla sostituzione completa della cartuccia: abbiamo provato a ricaricarla in casa acquistando un kit per la ricarica che consiste essenzialmente di boccetta con apposito inchiostro liquido e relativa siringa.

Diossina fatta in casa

carcinogeno

Il titolo è tristemente ironico. Con grande sgomento ho scoperto che, soprattutto nelle campagne, è ancora diffusa l'abitudine di bruciare i rifiuti e quindi di bruciare la plastica. Le ultime terribili notizie sulla carne proveniente dalla verde Irlanda hanno riportato alla ribalta la diossina. Ma la diossina, o le diossine in generale, possiamo molto facilmente produrle noi stessi.

PAO

pao.png

Ecco un altro simbolo che mi ha incuriosito. Di solito compare con un numero al suo interno seguito dalla lettera M. Si chiama PAO che sta per Period After Opening. E' un codice abbastanza intuitivo e significa che il prodotto, una volta aperto, si conserva per il numero di mesi indicato. La direttive europee 76/768/EEC e 2003/15/CE lo hanno reso obbligatorio per i prodotti cosmetici di durata inferiore ai 30 mesi, con qualche eccezione che non manca mai. Mi sono chiesta se una scelta ecoconsapevole debba prediligere prodotti con un PAO lungo oppure quelli con un PAO corto.

I sacchetti di plastica non sono indispensabili

buste

Dopo aver scritto un post sulle borse di stoffa da usare al posto di quelle di plastica mi è stata mossa l'obiezione: "Ma allora cosa uso per buttare il pattume? Va bene evitare le buste di plastica del supermercato ma poi mi trovo costretto a comprare dei sacchetti di plastica per gettare l'immondizia".

Lo spazzolino immortale

spazzolino

Qualche tempo fa ho scritto sull'esistenza della bioplastica in alternativa alla plastica che ha progressivamente formato un'isola nel Pacifico, il famigerato Pacific Vortex.

Una delle cose che più mi ha colpito leggendo e osservando il desolante scenario del Pacific Vortex è stata la scoperta di numerosi spazzolini da denti che galleggiano e che contribuiscono in larga misura alla costituzione del mostro.

Segnaletica per non sbagliare

recycle_code

Senza rendercene conto siamo sommersi dai simboli e dai codici che abbondano sui prodotti che usiamo e comperiamo. Ho deciso di investigare il significato di questi nuovi geroglifici del mondo moderno.

Chewing gum: con me non attacca

chewing

Chi non ha mai avuto uno spiacevole inconveniente causato da una gomma da masticare - chewing gum - gettata in strada o peggio attaccata furtivamente sotto banchi, tavoli, sedie, sedili o panchine alzi la mano.

No ROHS, no party

rohs

Da tempo, quando acquisto apparecchi elettrici o elettronici faccio attenzione che abbiano uno dei contrassegni ROHS come quello che vedete qui accanto.

ROHS è un acronimo inglese e sta per Restriction of Hazardous Substances Directive. Indica una direttiva europea, emanata sin dal 2002, che prevede una restrizione nell'uso di 6 particolari sostanze durante l'assemblaggio di apparecchiature elettriche e/o elettroniche. Le sostanze sono:

  • Piombo
  • Mercurio
  • Cadmio
  • Cromo esavalente
  • Bifenili polibromurati
  • Etere di difenile polibromurato

La borsa di stoffa per la spesa

borsa

In attesa dei sacchetti di plastica biodegradabile, stanca di accumulare plastica ogni volta che facevo la spesa, mi sono organizzata raccogliendo varie borse di stoffa resistente e quando vado al supermercato posso rispondere: "No, grazie" alla cassiera premurosa che mi chiede: "Serve il sacchetto?".

E' vero che il costo di un sacchetto di plastica è trascurabile e il risparmio non è così evidente, però oltre ad aver fatto qualcosa per l'ambiente trovo che le borse di stoffa siano più confortevoli da trasportare, soprattutto se scelte coi manici lunghi e portate a spalla.

Aspirabriciole al cadmio

aspirabriciole

In casa abbiamo la pessima abitudine di raccogliere le briciole utilizzando un mini aspirapolvere. La giudico una pessima abitudine perchè in fondo basterebbe usare paletta e scopino, però vedere la sporcizia che scompare magicamente fornisce una certa soddisfazione.

Quando non viene utilizzato, il marchingegno riposa nella sua stazione di ricarica e al momento del bisogno è pronto ad agire, finchè un giorno, troppo vicino, le batterie ricaricabili si esauriscono... E poi?

Il TetraPak si ricicla... siamo proprio convinti?

tetrapak

Da un po' di tempo diversi comuni si sono attrezzati per riciclare il TetraPak, che deve essere risciacquato e inserito nei contenitori della carta. Per sapere dove si ricicla è sufficiente consultare il sito Tiriciclo.

Da consumatrice attenta constato purtroppo che non tutti i contenitori TetraPak sono uguali: alcuni, ad esempio quelli dei succhi di frutta sono tutti in carta e alluminio, altri, ad esempio quello del latte, hanno anche una parte superiore con tappo in plastica.

Lo scempio dei giornali gratuiti

giornali

Il quotidiano gratuito è diventato ormai un accessorio delle fermate degli autobus e delle stazioni della metropolitana.

Le statistiche parlano chiaro: in tutta Europa, o quasi, dagli 11 milioni di esemplari stampati quattro anni fa si è passati ai 28 milioni del 2008; il motivo è semplice: sempre più inserzionisti chiedono spazio sulla carta stampata e gli editori rispondono espandendosi.

L'isola della plastica e la Bioplastica biodegradabile

plastica

Lo smaltimento della plastica è uno dei maggiori problemi ambientali dei nostri giorni: i rifiuti di plastica abbandonati nella natura rimangono intatti dopo anni, il Pacific Trash Vortex (isola di spazzatura che si è formata nel Pacifico, costituita all'80% di plastica) ne è un esempio raccapricciante.

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