Durante le vacanze, quasi sempre, ognuno di noi produce molti più rifiuti del solito. Talvolta nelle spiagge che abbiamo visitato non erano presenti bidoni per dividere i vari materiali, spesso non siamo stati attenti a non far volare via sacchetti di plastica vuoti o peggio ancora se fumatori non abbiamo avuto la cura di raccogliere i mozziconi invece di spegnerli sulla spiaggia.
Ecco perchè ho trovato interessante questo decalogo compilato dal consorzio Comieco e pubblicato con il motto...
Il titolo è tristemente ironico. Con grande sgomento ho scoperto che, soprattutto nelle campagne, è ancora diffusa l'abitudine di bruciare i rifiuti e quindi di bruciare la plastica. Le ultime terribili notizie sulla carne proveniente dalla verde Irlanda hanno riportato alla ribalta la diossina. Ma la diossina, o le diossine in generale, possiamo molto facilmente produrle noi stessi.
Dopo aver scritto un post sulle borse di stoffa da usare al posto di quelle di plastica mi è stata mossa l'obiezione: "Ma allora cosa uso per buttare il pattume? Va bene evitare le buste di plastica del supermercato ma poi mi trovo costretto a comprare dei sacchetti di plastica per gettare l'immondizia".
Senza rendercene conto siamo sommersi dai simboli e dai codici che abbondano sui prodotti che usiamo e comperiamo. Ho deciso di investigare il significato di questi nuovi geroglifici del mondo moderno.
Lo smaltimento della plastica è uno dei maggiori problemi ambientali dei nostri giorni: i rifiuti di plastica abbandonati nella natura rimangono intatti dopo anni, il Pacific Trash Vortex (isola di spazzatura che si è formata nel Pacifico, costituita all'80% di plastica) ne è un esempio raccapricciante.
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