Mangiare grandi quantità di frutta e verdura rappresenta un'ottima abitudine alimentare.
Facciamo però attenzione a quello che compriamo, dato che grazie alle moderne tecniche di coltivazione ed alla ricerca, le primizie ed altri frutti fuori stagione si trovano nelle rivendite praticamente tutto l'anno: molto spesso si tratta di prodotti scarsamente nutritivi perchè non maturati in modo naturale e ricchi invece di additivi e conservanti.
Ma c'è di più, la produzione e il commercio delle primizie fuori stagione sono una vera minaccia per il nostro pianeta perchè vi sono altissimi impatti legati alla loro produzione ad esempio in serre, al loro trasporto e all'imballaggio che si traduce immediatamente in rifiuto da smaltire.
A questo proposito sono preziose e allarmanti le informazioni che ci fornisce Milena Gabbanelli nella puntata di Report del 13 Aprile 2008.
Ecco alcuni estratti:
"L’agricoltura industriale e chimica oggi è la causa di un terzo di tutte le emissioni di gas serra che stanno uccidendo il pianeta"...
"Il cibo non è solo cibo, è tutto interconnesso. Fertilizzanti, pesticidi, erbicidi, carburanti per i trattori, trasformazioni, refrigerazioni, trasporti. Il nostro mazzetto di asparagi che vengono in aereo dal Perù, quanto avrà contribuito al riscaldamento globale? E la busta di plastica che racchiude 50 grammi di prezzemolo che a occhio e croce costa di più del prezzemolo stesso?"...
"Dunque per produrre un chilo di questa plastica con cui ci hanno venduto una manciata di prezzemolo tritato o 500 grammi di pomodori si consumano 17 chili e mezzo di acqua, un po’ di petrolio, una spruzzata di zolfo, una di monossido di carbonio e 2 chili e mezzo di CO2, quella che fa crescere il gas serra."...
"Il prezzo lo fa il commerciante, la grande distribuzione non certo l’agricoltore…"
"Il gioco è semplice, produrre solo roba fuori stagione, i pomodori ad esempio, quando arriverà la stagione dei pomodori di campo, quelli che maturano rossi sulla pianta, all’agricoltore non conviene più produrli perché il mercato butta giù il prezzo. La non stagionalità è il rito sacrificale al mercato, per tenere su i prezzi."
"Che bisogno c’è di vendere i fagiolini d’inverno?"
"è un problema anche culturale, il non voler mangiare per forza o consumare le fragole a Natale"
"questa ossessione della quantità ci fa dimenticare che esistono dei costi di cui il Pil non tiene conto..energie per produrre pomodori secondo tecniche produttive .. criticabili sotto l’aspetto ambientale, ... inquinamento, ecco quei costi non provocano una diminuzione del Pil anzi, il paradosso è che, ... per la classe dirigente, l’aumento del Pil è qualcosa da salutare di per sé .. in modo positivo."
"Non è vietando il consumo che si da la possibilità al pianeta di sostenersi, è incentivando i consumi intelligenti che abbiamo la possibilità di sostenerci."
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