Spesso dalla primavera in poi rischiamo l'invasione delle formiche. Non volendo utilizzare insetticidi vari e polveri malefiche di rinomati giganti della chimica industriale ho sperimentato in passato l'utilizzo del sale da cucina sparso abbondantemente nei luoghi d'accesso delle formiche, ad esempio fessure in prossimità di porte e finestre. Questo rimedio è risultato abbastanza efficace tuttavia occorreva rinnovarlo spesso perchè il sale tende a inumidirsi e quindi a consumarsi. Quest'anno ho invece utilizzato del bicarbonato di sodio che è innocuo come il sale ma molto più efficace e pratico. Nessuna formica ha più osato oltrepassare la soglia di casa.
Da un po' di tempo mi chiedo quale sia lo zucchero migliore da consumare ovviamente con parsimonia. Nelle mie ricerche su internet ho trovato di tutto. C'è ad esempio chi demonizza lo zucchero semolato bianco affermando che questo zucchero industriale ha perso ogni contatto con i vitalizzanti sali e fermenti dell'ossidazione, ed è quindi una sostanza artificiale, completamente morta e difficilmente digeribile dal nostro organismo. Inoltre in quanto isolato chimicamente e puro arreca danni distruggendo tutte le vitamine del gruppo B.
Ho deciso che è ora di lavorare un po' sui cosmetici e di eliminare o sostituire alcuni prodotti che uso quotidianamente con sostanze normalmente presenti in casa.
Dopo un po' di ricerche sul web sono venuta a conoscenza di molti rimedi naturali ad esempio sul sito saicosatispalmi e ho messo a punto il mio nuovo latte detergente, il tonico e lo struccante occhi e labbra bifasico. Ecco come ho fatto:
Chi usa abitualmente la lavastoviglie sa che dopo un po' si formano dei residui di grasso vicino al filtro e allo scarico dell'acqua, anche se si sta attenti a pulire bene i piatti da far lavare.
Per risolvere questo inconveniente che può compromettere il grado di pulizia delle nostre stoviglie esistono dei prodotti specifici da usare a lavastoviglie vuota e con un ciclo di lavaggio intensivo.
Non basta stampare il meno possibile così da risparmiare carta e alberi ma quando non se ne può fare a meno bisogna adottare tutti gli espedienti possibili per ridurre l'impatto sull'ambiente. E' per questo motivo che da oggi l'ecofont della SPRANQ è il font d'elezione per tutti i miei documenti. L'idea è semplice e di facile utilizzo: piccoli buchi nel font, invisibili ad occhio nudo, fanno risparmiare l'inchiostro utilizzato dalla stampante.
Quando si utilizza un prodotto contenuto nei tubetti, soprattutto quelli morbidi di plastica, penso che ognuno di noi si sia reso conto di quanto sia impossibile consumare completamente il prodotto senza aprire la confezione.
E' pur vero che tenere un tubetto tagliato brutalmente risulta antipatico, anche perchè il prodotto che si vuole utilizzare secca con molta facilità.
Una mia cara amica ha messo a punto una tecnica ingegnosa per salvare contenuto e contenitore e riuscire a terminare effettivamente il prodotto:
A casa abbiamo una classica stampante a getto d'inchiostro che viene usata saltuariamente. Purtroppo molto spesso la cartuccia dell'inchiostro nero, proprio per questo motivo, si esaurisce anzitempo. Da sempre ci riforniamo in uno di quei negozi che raccolgono le vecchie cartucce e le ricaricano. Ma questa volta ci siamo spinti oltre e abbiamo sperimentato un'alternativa alla sostituzione completa della cartuccia: abbiamo provato a ricaricarla in casa acquistando un kit per la ricarica che consiste essenzialmente di boccetta con apposito inchiostro liquido e relativa siringa.
Quando stiro, in special modo le camicie, mi piace usare l'appretto. Purtroppo i vari appretti disponibili sono ormai confezionati nelle bombole spray che una volta finite rappresentano un rifiuto un po' scomodo da gestire. All'inizio avevo dubbi sulla loro riciclabilità, oggi so che possono essere smaltite con le lattine, comunque, come dico sempre è sempre meglio evitare il rifiuto prima di pensare a come riciclarlo.
Il titolo è tristemente ironico. Con grande sgomento ho scoperto che, soprattutto nelle campagne, è ancora diffusa l'abitudine di bruciare i rifiuti e quindi di bruciare la plastica. Le ultime terribili notizie sulla carne proveniente dalla verde Irlanda hanno riportato alla ribalta la diossina. Ma la diossina, o le diossine in generale, possiamo molto facilmente produrle noi stessi.
Spesso mi è capitato di avere delle tracce di sudore all'interno di una giacca. Portare troppo frequentemente il capo in lavanderia deteriora il capo stesso e il portafoglio. Inoltre si sottopone l'indumento a sostanze nocive. Di seguito vi descrivo il rimedio che ho adottato con successo.
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